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Itinerario: Messa del Cervo per Punta Galera

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Questa escursione verso la parte più a nord di Caprera, è una delle mie preferite. Pur essendo un luogo aspro e selvaggio, è ricco di meraviglie sia per la flora che per la fauna. Il paesaggio è stupendo alternato da macchia, piccoli boschi di lecci e corbezzoli, per non parlare del mirto, lentisco, erica e tutto ciò che fa parte della macchia mediterranea. E' un percorso adatto a tutte le stagioni, ma la primavera, quando  avviene la fioritura, si fa preferire come periodo. Ma non sono da trascurare le fioriture autunnali, come alcuni crocus, orchidee, narcisi, Arum Pictum ( prezioso paleoendemismo sardo - corso); ed inoltre, sempre in autunno, il bellissimo corbezzolo, uno dei rarissimi arbusti della macchia mediterranea, che mostra i suoi bellissimi fiori ed i dolcissimi frutti color fuoco allo stesso tempo.Tale miscuglio di colori danno al corbezzolo imponenza ed eleganza unica. Sempre in autunno, possiamo trovare il mirto che va alla maturazione, con il suo profumo e sapore particolare, che orna copiosamente i sentieri di questo itinerario . Ma altre sorprese ci attendono percorrendo questi scenari: miriadi di piccoli insetti li potremmo trovare sotto i lecci, altri ancora tra le rocce dalle forme bizzarre con tafoni e con tutti i suoi abitanti. E  che dire delle tre specie di lucertole, dove primeggia per importanza scientifica quella del Bedriaga, o ancora il Filodattilo o tarantolino ( difficile da vedere non solo perchè è il geco più piccolo del Mediterraneo, ma perchè vive nelle piccolissime fenditure dei graniti da dove tende agguati ad altri insetti). Vi mostreremo le rocce granitiche con le tortuose sculture create in milioni di anni dai venti salati che, venendo dalle Bocche di Bonifacio, modellano dei capolavori unici in questa isola incantata piena di misteriosi processi della natura. Sempre in questo percorso, potrete ammirare vecchi ruderi di antiche fortezze. Dopo due Km circa, potremo osservare dall'alto di una bellissima cala, Punta Crucitta, dove vi è incastonato uno dei nostri smeraldi, il mare, che si incunea fra i graniti formando una spiaggia meravigliosa. Da qui, muniti del binocolo, e respingendo con fatica la tentazione di immergerci in acqua, potremo gustarci il volo maestoso della poiana, del corvo imperiale e, d'inverno, della Sula Bassana. Con un pò di fortuna, potremo ammirare anche i delfini. Se vi piacciono i minerali, sarà consentito raccogliere qualche piccolo cristallo di quarzo (solamente quelli che sono adagiati sul terreno) e sulla spiaggia, conchiglie e frammenti di corallo. Potremo mangiare il nostro panino sulla spiaggia , sul granito o in una antica grotta sul mare, che gli antichi maddalenini chiamavano "a grotta du boiu marinu" (la grotta della foca monaca) .Poco prima del tramonto, senza fretta, ritorneremo sui nostri passi e, sfiorando con le mani l'elicriso e inspirando il suo unico odore, penseremo : "non dimenticherò mai questo giorno".

 

 

 

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